Alfredo De Paz: presentazione alla Galleria 2000 di Bologna (1982)


(...) ...questi lavori di Rodolfo Savoia (...) trovano la loro più autentica identità in una rappresentazione del mondo esterno: paesaggi, angoli di vecchie case, balconi, muri scrostati, portoni, finestre. Sono luoghi che Savoia indaga e descrive con fedele passione e che, in questa descrizione, riscopre in una prospettiva estetica insolita, perché anche le cose più umili, più degradate - i siti, gli oggetti della nostra quotidianità affrettata e indifferente - hanno una loro singolare beltà e sono quindi produttrici di emozione e di stupore, di un'emozione e di uno stupore che sono al contempo gioia e nostalgia, dolore e commozione, riemergenza di attimi perduti e ritrovati. Il fascino estetico della degradazione materica che il tempo ha ha portato sulle cose e gli oggetti del mondo, una degradazione che è altresì marchio della storia, che è vissuto, che è irreversibilità del già accaduto in un ambiente che, come in questi dipinti, esclude qualsiasi presenza umana, si unisce spesso in Savoia a un sincero amore per la natura. Questi frammenti di boschi dai colori caldi e nostalgici (ocra, rossicci, verdi...), queste marine statiche e iperreali, questi capanni, questi pontili fluviali, queste pietre, in una parola tutte le immagini di questi dati reali che l'artista analizza e descrive, costituiscono per ognuno di noi quasi una fenomenologia ontogenetica, ci riportano a fatti, a situazioni ed eventi del nostro vissuto, in quanto biografia, territorio, storia locale. Le colline, i fiumi, i vicoli, la natura del nostro ambiente, della nostra città, dei nostri paesi, della nostra cara e dolorosa memoria: gli eventi infiniti, gli spazi bianchi della nostra mente, le rimozioni, le ossessioni e le meraviglie. Una memoria che è anche volontaria esclusione, rovello, rifiuto, consapevolezza ecologica del recupero di una natura che il progresso e la storia stanno sopprimendo con sistematica e insensibile razionalità.

La pittura di Savoia è una pittura fedele a una pratica realistica che non ha preso le distanze dai valori della tradizione dell'arte rappresentativa e che esclude quindi, stilisticamente, qualsiasi convulsione sintattica di tipo avanguardistico. E', si può dire, fedeltà alle apparenze e alle immagini delle cose: quelle immagini e quelle apparenze di cui è composta la nostra stessa esistenza, non solo a livello pragmatico e razionale ma, come la psicanalisi ci insegna, anche a livello di piani mentali più profondi, decisamente inconsci.




 Cristina Palma, presentazione alla Galleria Punto, Bologna, 2010


C'è qualcosa, nelle opere di Rodolfo Savoia, che accompagna lo sguardo dell'osservatore ben oltre la realtà paesaggistica dall'autore così scrupolosamente rappresentata. I suoi paesaggi sono in realtà paesaggi dell'anima, evocano l'emozione di un contatto diretto, immediato e solitario con la terra, con l'erba, con i filari di alberi stagliati contro cieli intensi, a volte minacciosi, a volte pacificati (...), parlano di solitudini ma anche di intense vibrazioni del cuore quando conducono i nostri sguardi in boschi, in deserti o in vasti mari (...). In questi mondi gli occhi si perdono in un sogno che per ciascuno di noi è diverso, proprio perché raffigurano sì la realtà, ma questa  realtà è solo un tramite per sfiorare l'interiorità di chi guarda, in ciascuno diversa, molteplice e variegata... ed il parlare in modo diverso ad ognuno di noi è la vera forza dell'opera d'arte; è arte.

Non dissimile l'impatto con i quadri di figura: questi sguardi intensi, questi nudi colti nella loro essenzialità non hanno alcun timore di rivolgersi direttamente all'animo di chi li guarda (...) e il loro linguaggio è l'universale linguaggio della comunicazione artistica, quel dialogo silenzioso ma pregnante tra l'opera e l'osservatore, il quale solo davanti all'arte vera sente nascere in sè sensazioni, emozioni, interrogativi; è arte.

Come un volto, come un nudo, come uno sguardo... così viene ritratto un fiore (...), ennesima figura che si offre nella sua fragilità e nella sua delicatezza, ma al tempo stesso nella forza che sanno darle il colore e la sinuosità delle linee, l'ombra e la luce, come in taluni ritratti (...).

La compostezza e la nitidezza dell'impostazione grafica, caratteristiche di tutta la produzione dell'artista, rispondono sicuramente ad un'intima esigenza di coerenza e di chiarezza, ma la chiarezza stessa, la trasparenza dell'opera e la sua fedeltà al reale arrivano spesso al paradosso della effettiva inconoscibilità della realtà, inconoscibilità che ci trasmette la sottile inquietudine di chi ha davanti a sè un mistero inesplicabile.

Tramite e veicolo dell'espressività del pittore è l'elemento luce, che da solo spesso crea le giuste prospettive, trascendendo il segno grafico; è luce esteriore, ma diventa ben presto luce interiore, suscita un'emozione, trasfigura l'ambiente, il paesaggio, il corpo, il volto; la luce affascina e porta pace laddove la rappresentazione potrebbe suscitare inquietudine (...) oppure porta l'ansia dell'attesa e dell'ignoto laddove tutto si è già pacificato (...).

Un ultimo accenno alla tecnica usata dall'artistain queste opere. La pittua con i pastelli è sicuramente un'estensione del disegno: il pastellista non usa tubetti di tinta nè pennelli o solventi ma colora con dei tratti, sostituendo la matita o il carboncino con i pastelli, e se un buon disegno costituisce la base di qualunque creazione artistica, cert il pastello è la strada d'accesso più consona all'espressione pittorica. Nel nostro artista il pastello crea la pittura; è arte



CRISTINA PALMA, presentazione alla Galleria Il Punto, 2012


Un sottile filo conduttore unisce una all'altra le diverse opere di Rodolfo Savoia, accompagnando l'osservatore tra paesaggi, sguardi, nudi, raffigurazioni tutte scrupolosamente accurate nella loro nitidezza... è il palese mistero della effettiva inconoscibilità della realtà stessa che pur dichiarandosi apertamente ai nostri occhi cela il segreto della sua essenza, del suo essere ancora e sempre inesplorata, magica.

In questi solitari paesaggi dell'anima ci si perde, in questi sguardi spesso stupiti si cerca un contatto, ma l'opera forse è solo un'occasione che l'artista ci dà per riflettere sul segreto della natura e, contemporaneamente, dell'arte stessa.

Arte che si rivolge quindi alla nostra interiorità, arte come tramite tra noi e ciò che ci circonda, arte come linguaggio, come fonte di emozioni... arte come vibrazione dell'anima.

In tutte le opere domina sovrana la luce, che da sola a volte crea le giuste prospettive, segue con dolcezza le linee che compongono un corpo, un fiore, un elemento del paesaggio; la luce è usata con grande maestria dall'artista, a volte porta pace, a volte porta con sé l'ansia dell'attesa, una sottile inquietudine.

Magia della natura, di uno sguardo, di un fiore... vibrazioni dell'anima, luce. E' arte.





UGO CACACE, Nuova Galleria d'arte La Piccola, Bologna (2014)


Per Rodolfo creare scorci, paesaggi o nudi con il suo accurato realismo è talmente naturale che lo possiamo paragonare al mondo onirico o fantastico di un adolescente che si cimenta per la prima volta con le matite colorate, spinto dalla voglia di creare il suo mondo. Lui ha la stessa esuberanza nel voler costruire il suo percorso magico avvolgendolo con trasparenza e donandogli il fascino e la commozione che poi ogni sua opera sprigiona.

Possiamo certo dire che per Rodolfo dipingere è nel DNA, ogni cosa che scruta è un messaggio che custodisce nella mente e trasforma con i colori dell'anima, donandogli brillantezza che sa rappresentare con maestria concettuale seminando emozione e, come un seme che germoglia nel grembo di una donna, donandogli la vita con quei tocchi magici che raffigurano le sue creature.




DALILA TOSSANI, Nuova Galleria d'arte La Piccola, Bologna (2014)


Accostarsi all'espressione artistica di Rodolfo Savoia significa entrare in contatto con la sua personalità.

La cura e la precisione che contraddistinguono i suoi pastelli si possono leggere nelle sue movenze e nel modo di rapportarsi con le persone nel quotidiano.

Dopo aver sperimentato in modo eccellente la pittura ad olio, ha capito che il modo migliore per esprimere la sua passione è il pastello, in questo caso Carandache acquarellabile che lui utilizza a secco, sfumando con attenzione le diverse tonalità. Nessuna tematica gli è preclusa: dal paesaggio agli scorci urbani, dal ritratto al nudo, dalla natura morta ai fiori e agli alberi, che ci presenta come veri e propri ritratti.

Ogni soggetto viene da lui studiato nei minimi particolari e perfettamente realizzato.

Nel paesaggio è possibile sentire il profumo dei fiori e la delicatezza delle atmosfere; nei nudi sembra di poter toccare i capelli delle sue giovani modelle, tant'è che la fantasia del fruitore può tranquillamente fare lo stesso percorso di quello dell'artista. I suoi disegni sono infatti così facilmente leggibili e piacevoli all'occhio, che difficilmente non si ha voglia di entrarci dentro.

E' così che si presenta Rodolfo Savoia, con estrema umiltà, rimasta dono di pochi, ma soprattutto con una grande forza artistica che ci dona nuovamente le certezze del figurativo.